Software libero nel POF delle scuole
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Software libero nel POF delle scuole
Ospitiamo il contributo di Maria Pia Dall’Armellina che fa una riflessione interessante su software libero nel Piano dell’Offerta Formativa.
La scuola rappresenta il progetto di una società, perché grazie all’istruzione i giovani diventeranno dei cittadini in grado di costruire responsabilmente un futuro migliore. A scuola non si trasmettono soltanto dei contenuti, non si sviluppano semplicemente delle abilità, ma si cerca di educare alla responsabilità, all’autonomia nella ricerca e nelle scelte, alla valutazione delle informazioni. Solo in questo modo i nostri ragazzi potranno apportare un proprio contributo nelle “materie” di sviluppo della civiltà, e solo così riusciranno ad orientarsi e procedere in una società complessa, globalizzata e in continua trasformazione.
Questo progetto può essere definito come un principio di libertà; il termine, riferito all’istruzione, indica pensiero critico, obiettività e pluralità dell’informazione; ma anche partecipazione, piacere della scoperta, creatività nella risoluzione dei problemi.
Le tecnologie risultano strumenti fondanti nel progetto di rinnovamento della società, ma solo l’utilizzo del software libero può garantire il fondamento di questa libertà. La stampa in passato ha promosso la diffusione della cultura,e allo stesso modo, oggi la Rete, grazie al linguaggio libero delle pagine internet, ha consentito a tutti l’accesso all’informazione, garantendo una maggiore indipendenza di pensiero rispetto ai media tradizionali. Anche grandi aziende come la Apple si sono rivolte al sistema di stampa libero di Linux (cups), perché era più potente abbandonando il sistema di stampa professionale da lei inventato.
La scuola nella scelta di utilizzare software libero o proprietario sancisce il suo ruolo educativo; è una scelta importante che dovrebbe scoraggiare l’addestramento ad essere un perfetto consumatore in favore di una educazione per essere dei liberi cittadini inseriti in una società che già oggi adotta in molti settori tecnico-amministrativi il sistema operativo Gnu-Linux come ad esempio avviene per governo tedesco, le Poste e il ministero della difesa italiani, oppure si ricordano stati come il Brasile, l’India, la Cina, o presso aziende come la Toyota e la BMW.
Il software libero favorisce l’autoimpreditorialità. Infatti si fornisce allo studente che vorrà intraprendere la strada del libero professionista una risorsa che gli eviterà almeno all’inizio della sua carriera lavorativa di sborsare migliaia di euro ogni anno per i software blasonati in quanto sarà in grado di gestire comunque la sua attività perché la scuola non gli ha insegnato a usare il programma ma a capire un programma.
Le tecnologie modificano il nostro pensiero, e la forza del software libero preserva l’indipendenza e allontana il pericolo di diventare un consumatore passivo, perché attraverso le licenze copyleft promuove la condivisione dei saperi e la partecipazione alla costruzione del bene collettivo della conoscenza, principi che dovrebbero essere al primo posto nella progettazione didattica. In questo modo si possono utilizzare legalmente i programmi, svuotando di senso la pirateria informatica; si può partecipare alla community libera, e portare il proprio contributo per aiutare gli altri. Tutto questo oltre l’evidente possibilità di risparmio, anche per la scuola.
Per questo il software libero deve essere parte integrante del progetto scuola, ed essere riconosciuto nel POF cioè il piano dell’offerta formativa. Il POF-T (triennale con la riforma Renzi) è il documento che sancisce “l’ identità educativa” della scuola, curandone gli aspetti organizzativi, curricolari, relazionali. La sua definizione riassume il pensiero delle varie componenti del mondo scolastico: i docenti, i genitori, gli allievi e il Dirigente che organizza le varie scelte formative per rendere il processo di apprendimento significativo nel contesto territoriale.
Perciò per il contributo di “valore” di cui è portatore, il software libero rappresenta un progetto educativo di libertà dovuto, un atto che deve trovare il suo compimento nel POF di ogni scuola italiana a cui stia a cuore l’obiettivo di formare un cittadino consapevole e responsabile delle sue scelte e del suo futuro.
