Registro Elettronico Scolastico Open Source

Registro Elettronico Scolastico Open Source

In Italia vi sono tre software per registri elettronici liberi (a codice sorgente aperto):
lampschool, scuola247 e sogi.

La notizia è un esempio di buona scuola ovvero una gara d’appalto per un software per il registro elettronico open source, presso ITES Luigi Enaudi di Verona, bravo all’ottimo dirigente Flavio Filini !


Scuola “dell’obbligo”…

Quando si parla di “scuola dell’obbligo” è perché i ragazzi sono obbligati a frequentarla, ma non che siano obbligati ad acquistare software non libero e proprietario che di didattico non ha assolutamente nulla.

Tu scuola statale e parificata devi consentire agli allievi le medesime possibilità di studio a tutti, ergo utilizzare tecniche ed attrezzature reperibili senza sobbarcare di costi ulteriori le famiglie.

Art. 34 co.2, Costituzione:
«L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita» (c.d. “scuola dell’obbligo”)

Ciò per garantire a tutti uno standard culturale minimo senza alcuna discriminazione di ordine sociale.

Il diritto all’istruzione è garantito anche dall’art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Anche la Carta europea sancisce la gratuità e l’obbligatorietà del diritto qui tutelato, affiancandovi, inoltre, anche il diritto all’accesso alla formazione professionale e continua, che il nostro ordinamento tutela separatamente, al successivo art. 35.


Alla scuola chiediamo d’impegnarsi!

Il tema vero su cui deve impegnarsi la scuola è insegnare il perché delle cose, non come si fa un copia-incolla o come si salva con nome. Per imparare a imparare, nella fattispecie dell’informatica, è necessario che i software siano aperti. Solo così formeremo degli studenti che faranno della condivisione del sapere la loro regola di vita.

Con software proprietario oltre al costo del prodotto (che inoltre non è tuo ma semplicemente licenziato) vi è il costo della formazione più il vincolo a doppio nodo di tutti i successivi aggiornamenti, il cambio dell’hardware e tutto quel sottobosco di servizi inutili ma obbligatori che portano inevitabilmente ad un aumento globale del costo verso l’utente finale.

Sui libri di scuola non dovrebbe esserci mai nessun riferimento a prodotti commerciali. Per fare un esempio, quando vai a scuola guida non ti danno un testo in cui si menziona specificatamente una marca di auto, Windows è un prodotto commerciale e come tale non dovrebbe essere presente sui testi.

Per far fare i compiti a mio figlio dovrei acquistare obbligatoriamente Windows e Office, questo non ha senso!

Il risultato è che i genitori possono far fare i compiti ai loro figli solo perché trovano sempre una versione copiata di Office fornita da qualche amico. Mi piacerebbe sapere quanti genitori hanno acquistato la licenza di Office per i propri figli. In questo modo, la scuola, forse inconsapevolmente svolge varie azioni :
1) Favorisce la “pirateria”,
2) Fa pubblicità indiretta ad una ditta privata,
3) Non fornisce gli strumenti adeguati ai giovani studenti.

Vi pare poco?


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Perché la scuola deve usare esclusivamente software libero…

Esistono motivazioni generali perché tutti gli utenti informatici debbano insistere con il software libero: esso offre agli utenti la libertà di poter controllare il proprio computer; con il software proprietario il computer fa quanto stabilito dal proprietario del software, non quel che vuole l’utente. Il software libero offre inoltre agli utenti la libertà di poter collaborare tra loro. Queste caratteristiche si applicano alla scuola come a qualsiasi altro soggetto. Lo scopo di questo articolo è di evidenziare le caratteristiche che si applicano in modo specifico al settore dell’istruzione.

In tutte le attività legate all’istruzione, come le scuole, deve esserci l’obbligo morale di insegnare solo software libero. Ecco i motivi.

Primo, il software libero consente alle scuole di risparmiare. Il software libero offre agli istituti scolastici, come ad ogni altro utente, la libertà di copiare e ridistribuire il software, di conseguenza il sistema didattico può farne copie per tutti i computer di tutte le scuole. Nei paesi poveri, ciò può contribuire a colmare il divario digitale.

Quest’ovvia motivazione, pur se importante nella pratica, è alquanto superficiale. E gli sviluppatori di software proprietario possono eliminare questo svantaggio donandone delle copie alle scuole. (Attenzione! Una scuola che accetti simili offerte potrebbe ritrovarsi a dover pagare per i successivi aggiornamenti). Passiamo quindi a considerare le motivazioni più profonde.

La scuola ha una missione sociale: insegnare a chi studia a diventare cittadino di una società forte, capace, indipendente, collaborativa e libera. Dovrebbe promuovere l’uso del software libero così come promuove il riciclaggio. Se la scuola insegna l’uso del software libero, gli studenti tenderanno ad usarlo anche dopo aver conseguito il diploma. Ciò aiuterà la società nel suo insieme ad evitare di essere dominata (e imbrogliata) dalle multinazionali.

Quel che la scuola dovrebbe evitare di fare è insegnare la dipendenza. Le multinazionali offrono alle scuole dei campioni gratuiti per lo stesso motivo per cui le aziende produttrici di tabacco distribuiscono sigarette gratis: creare dipendenza nei giovani. Una volta che gli studenti saranno diventati adulti, queste aziende non offriranno loro più alcuno sconto.

Il software libero consente a chi studia di poter imparare il funzionamento di un programma. Alcuni studenti, quando diventano adolescenti, vogliono imparare tutto quanto c’è da sapere riguardo al computer e al software. Sono animati dalla fervida curiosità di leggere il codice sorgente dei programmi che usano ogni giorno. Per imparare a scrivere del buon software, gli studenti devono poterne leggere e scrivere una grande quantità. Hanno bisogno di leggere e comprendere programmi reali, di uso concreto. Solo il software libero permette questo.

Il software proprietario ne respinge la sete di conoscenza; dice loro: “La conoscenza che stai cercando è un segreto: vietato imparare!” Il software libero incoraggia tutti ad imparare. La comunità del software libero rifiuta “il sacerdozio della tecnologia”, secondo cui il grande pubblico va tenuto nell’ignoranza sul funzionamento della tecnologia; noi incoraggiamo gli studenti di ogni età e situazione a leggere il codice sorgente e ad imparare tutto quello che vogliono sapere.

La più profonda motivazione in sostegno all’utilizzo del software libero nella scuola è per la formazione morale. Dalla scuola ci si aspetta l’insegnamento di fatti fondamentali e di capacità utili, ma ciò non ne esaurisce il compito. Missione fondamentale della scuola è quella di insegnare a essere cittadini coscienziosi e buoni vicini, e quindi anche ad aiutare gli altri. In campo informatico ciò significa insegnare la condivisione del software. Le scuole, a cominciare dalle elementari, dovrebbero dire ai ragazzi: “Se porti a scuola del software devi dividerlo con gli altri bambini. E devi mostrare il codice sorgente ai compagni, se qualcuno vuole imparare.”

Naturalmente la scuola deve praticare quanto predica: agli studenti dovrebbbe essere consentito copiare, portare a casa e ridistribuire ulteriormente tutto il software installato all’interno dell’istituto.

Insegnare a chi studia l’uso del software libero, e a far parte della comunità del software libero, è una lezione di educazione civica sul campo. Ciò insegna inoltre il modello del servizio pubblico anziché quello dei potentati. Il software libero dovrebbe essere usato in scuole di ogni ordine e grado.

Articolo tratto da GNU.org di Richard Stallman


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