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Lavoro di Gruppo (Cembalo – Del Prete – Ferrante)

LAVORO DI GRUPPO 10/05/2016 (CEMBAL0 – DEL PRETE – FERRANTE)
La relazione educativa è il cuore dell’educazione e, quindi, è un incontro che si realizza nel rapporto interpersonale dei soggetti coinvolti. La relazione è lo strumento privilegiato del fare educazione che consente a tutti i soggetti implicati di arricchirsi dell’altro. Infatti, quando l’educatore veramente accoglie l’educando si alimenta un rapporto di reciprocità nel quale c’è rispetto dei ritmi e degli spazi del dare e del ricevere.
L’empatia è la via maestra affinché si giunga alla coscienza delle proprie emozioni e degli aspetti di sé sconosciuti. Caratteri costitutivi della relazione educativa sono: l’intenzionalità e l’asimmetria: “età, maggiori esperienze, conoscenze e maturità personali dell’educatore rispetto all’educando”.
La scuola è il contesto educativo in cui la relazione educativa si presenta in tutta la sua complessità.
La relazione educativa trova migliore espressione nelle metodologie cooperative e partecipative, in cui il nostro ruolo di docente si è configurato come facilitatore l’alunno e il gruppo-classe che è divenuto co-costruttore di conoscenze e abilità.
Abbiamo costruito una significativa alleanza educativa tra scuola e famiglia dove la necessità di dare indicazioni certe ci hanno portato a diventare punto di rifermento sicuro ed autorevole.
Questi elementi hanno creato un clima di fiducia sviluppando l’autostima e riconoscendo non solo i bisogni fisiologici ma anche quelli psicoaffettivi aiutando il singolo ad un uscire dal proprio isolamento a ritrovarsi nella considerazione dell’altro.

Relazione finale

 

ISTITUTO  MANZONI
RELAZIONE FINALE

DOCENTE: GRAVANTE AMALIA

 

 

L’alunno da me seguito è affetto da “DIFFICOLTA’ DI INTEGRAZIONE NEL GRUPPO DEI PARI, DIFFICOLTA’ DI ADATTAMENTO ALLE REGOLE DEL CONTESTO; DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO SCOLASTICO .Nel corso dell’anno scolastico,  l’alunno è riuscito ad inserirsi proficuamente nel gruppo classe ben interagendo con i compagni, con i quali ha relazionato in modo vivace ed amichevole.   Sul piano disciplinare è stato sempre responsabile e corretto, anche se superficiale nei suoi impegni; non è, infatti, in grado di mantenere per tempi sufficientemente prolungati un’adeguata concentrazione, è influenzabile da ogni tipo di stimolazione esterna, si distrae con facilità e deve essere continuamente stimolato ad un’attenzione maggiore. Si sono utilizzate strategie educative che hanno stimolato l’attenzione e gli interessi dello studente ai fini del PEI. Si è cercato di garantire un ambiente prevedibile e sicuro preparando in anticipo il ragazzo ad attività speciali evitando  preoccupazioni  ossessive .Il contesto scolastico  tutto ,si è impegnato per un atteggiamento di sensibile attenzione alle specifiche difficoltà dell’allievo per stimolare la sua autostima ed evitare frustrazioni attraverso l’attivazione di particolari accorgimenti. Anzitutto le relazioni tra le figure   dell’istituzione scolastica   si sono attivate per:

-Creare un clima sereno e calmo nel rispetto della diversità;

-Assicurare un contesto relazionale ed educativo volto al benessere dell’alunno;

-Mettere in atto e stimolare l’instaurarsi di relazioni interpersonali basate sul dialogo, stima e rispetto nei rapporti docente/alunno scuola/famiglia;

-Programmare congiuntamente (fra gli insegnanti curricolari ,di sostegno e le altre figure di supporto) ed in maniera rigorosa le attività didattiche ,con una  precisa definizione delle procedure di valutazione, di gli obiettivi, dei contenuti e delle metodologie di lavoro.

-Coinvolgere attivamente i compagni nella gestione dell’integrazione scolastica del ragazzo . La risorsa compagni ha rappresentato, infatti, una condizione essenziale per far si che si verifichi una reale inclusione in grado di travalicare anche i confini scolastici. Il dirigente Scolastico ha predisposto, invece, adeguate misure organizzative  per realizzare forme efficaci di relazioni con i soggetti coinvolti e con quelli deputati al servizio per l’impiego e con le associazioni. L’insegnante di sostegno ha  gestito i rapporti con la famiglia, costruendo un legame di fiducia e interscambio.  L’alunno è stato seguito nel suo percorso formativo in tutte le discipline, cercando di coinvolgerlo e di interessarlo attraverso una serie di attività finalizzate al miglioramento delle abilità e all’accrescimento delle conoscenze. L’attività didattica è stata programmata in modo da incrementare il livello di difficoltà, tenendo sempre sotto osservazione le risposte dell’alunno, dando i necessari rinforzi positivi e cercando di cogliere e di evidenziare gli aspetti migliori delle sue prestazioni, per gratificarlo ed accrescerne l’impegno e la motivazione.